Il torneo più importante dell’estate
ACSI Lido League è il torneo più longevo della Futsal Entertainment ed è suddiviso in tre categorie:
ACSI Lido League: La massima competizione, riservata alle squadre che superano la fase a gironi
ACSI Minor League: un torneo parallelo, pensato per le squadre che non accedono alla categoria principale ma che vogliono comunque mettersi in gioco e continuare a vivere la sfida
ACSI Lido Conference League: è il terzo torneo ufficiale della Lido League, pensato per includere le squadre che non si sono qualificate alle fasi principali, offrendo loro un palcoscenico competitivo e nuove possibilità di mettersi in mostra
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Cauzione: €50 (rimborsabile a fine torneo)
Affiliazione ACSI: €30
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Albo d'oro
La storia della competizione
1° Edizione | da febbraio a marzo 2011
Tra febbraio e marzo del 2011 si è scritta la prima pagina della storia della CDA League (nota successivamente qualche anno dopo come Lido League).
A conquistare il titolo inaugurale è stato il team FC Ultima Fila, capitanato da Andrea Bianchi e composto da un gruppo affiatato, su tutti: i fratelli Agostini, Scatena, il portiere Edoardo Bonuccelli e Gianluca Caldi.
In una finale indimenticabile, FC Ultima Fila ha trionfato con un netto 6-1 contro gli AC/DC, squadra guidata su tutti da Gabriele Marraccini e Andrea Del Pistoia, Gioele Giannoni, Andrea Petri.
A completare il podio, al terzo posto, SSC Napoli, su tutta la rosa spiccano i nomi dei fratelli Simone e Niccolò Giovannelli, Gianluca Vairo e Tony Russo. Napoli che vince la finale 3/4 posto contro l’Olimpicom Italy.


2° Edizione | da aprile a maggio 2011
Tra aprile e maggio del 2011, la CDA League – nella sua seconda edizione annuale – tornò ad animare il CS Martini di Viareggio con una competizione avvincente e ricca di emozioni. A salire sul tetto della città furono i FC Bronx, protagonisti di una finale mozzafiato contro i coriacei DrunkDogs, battuti con il risultato di 3-2. Una partita così intensa da essere definita dagli addetti ai lavori come una delle più spettacolari mai viste fino a quel momento.
Il trionfo di FC Bronx fu il risultato di una straordinaria alchimia di talento e carattere. Tra le file dei vincitori brillò la leadership e la qualità di Jonathan Litto, autentico trascinatore in mezzo al campo. Tra i pali, il sicuro Samuele Salmaso si distinse con una prestazione da incorniciare, meritandosi il riconoscimento di miglior portiere del torneo. L’attacco fu invece ravvivato da un giovane e scatenato Elia Galligani, che già allora mostrava lampi di quella che molti definirono la sua “fase Prime”. A completare il mosaico vincente, Leonardo Passaglia, che con classe e visione di gioco si guadagnò meritatamente il titolo di miglior giocatore.
Questa edizione ha segnato anche un momento simbolico nella storia della competizione: per la prima volta, i campioni furono ufficialmente consacrati come "Campioni di Viareggio", poiché tutte le squadre in gara provenivano dai diversi quartieri della città, rendendo la vittoria ancora più significativa.
Sul terzo gradino del podio si affacciarono i Real Flora, vera rivelazione del torneo alla loro prima partecipazione assoluta a un torneo di calcio a 5. A difendere i pali c’era Gaspari, mentre in campo si distinsero giocatori come Giulio Cheli, Filippo Cracchiolo, Jonathan Servi, Emanuele Scannapieco, Nicolas Corsinelli, Gianluca Velardi e Alessio Vannucci. A guidare la squadra, con il doppio ruolo di allenatore-giocatore, il carismatico Bruno Peirone, affiancato dallo spirito inarrestabile di Lorenzo Cortopassi.
Non da meno furono i DrunkDogs, finalisti generosi e spettacolari, in cui emerse il fiuto del gol di Marco Ghelardoni, autentico mattatore del torneo, che si aggiudicò il titolo di capocannoniere.
3° Edizione | da giugno a luglio 2011
Nel cuore dell’estate viareggina, tra giugno e luglio 2011, la terza edizione della CDA League (Lido League) scrisse un nuovo capitolo nella giovane ma già vibrante storia del torneo. A trionfare in modo travolgente fu la EMAR, che conquistò il suo primo storico titolo con una prestazione magistrale, dominando in finale gli FC Bicchio con un sonoro 10-1.
La squadra vincitrice, orchestrata dai fratelli Michael e Luca Roggio, mise in campo una sinfonia calcistica tanto spettacolare quanto concreta. Tra i pali, l’affidabile Leandro Di Blasi garantì sicurezza e leadership, mentre in difesa Davide Rossi offrì ordine, forza fisica e letture sempre precise, rivelandosi una colonna portante della retroguardia. Il vero motore offensivo della EMAR fu la coppia formata da Edoardo Sora, imprendibile nell’ultimo terzo di campo, e Daniele Passiatore, ex Olimpicom, che con inserimenti letali e gol da attaccante puro costruirono una combinazione offensiva esplosiva. Fu una finale a senso unico, simbolo della forza di un gruppo destinato a dominare.
Dall’altra parte del campo, gli FC Bicchio lottarono fino alla fine con il cuore: Daniele Bertuccelli, Nicola Pizzi, Tommaso Tomei, Francesco Panicucci, Fabio Scartabelli, Davide Bertuccelli, Davide Dal Pino e Niccolò Del Chiaro formarono un collettivo generoso, che meritava l’onore della finale ma che si trovò a fronteggiare un avversario in stato di grazia.
Quella vittoria segnò non solo un titolo, ma l’inizio di una vera e propria dinastia EMAR, destinata a lasciare un segno profondo negli anni a venire nella CDA League.
4° Edizione | da agosto a settembre 2011
Tra agosto e settembre del 2011, la CDA League visse un’edizione dal significato profondo e toccante. Per la prima volta nella sua storia, il torneo venne ufficialmente dedicato a Lorenzo Martinelli, un giovane viareggino scomparso tragicamente in un incidente stradale. Quella scelta trasformò la competizione in qualcosa di più grande: un momento di sport, sì, ma anche di ricordo, unione e rispetto.
L’inizio del torneo fu incerto, segnato da difficoltà logistiche e organizzative. Ma la passione dei partecipanti e l’energia che si respirava sui campi di gioco fecero presto dimenticare ogni esitazione. A emergere con forza fu una squadra su tutte: gli Zeba Zeba, che misero in campo una potenza di fuoco inarrestabile e un’intensità mai vista fino ad allora.
A guidare la cavalcata trionfale c’era un Marco Tonelli in versione “Prime”, autentico dominatore del campo e ispiratore del gruppo. Accanto a lui, Michael Galluccio, Sean Martini, Alessandro Paolini e Matteo Poli completarono un quintetto spettacolare, affiatato e devastante. La loro finale contro FC Parchetto fu un capolavoro assoluto: un 13-1 che ancora oggi rappresenta la più larga vittoria nella storia di una finale della CDA League.
Se l’esito fu netto, il percorso che portò a quella vittoria fu il risultato di una squadra che seppe giocare con il cuore e con la mente, rendendo ogni partita un tributo, in silenzio e con rispetto, al ragazzo a cui l’intera edizione era dedicata.
5° Edizione | da ottobre 2011 ad aprile 2012
Tra ottobre 2011 e aprile 2012, la CDA League attraversò uno dei momenti più complicati della sua storia. Quella che doveva essere un’edizione di transizione si trasformò presto in un torneo segnato da polemiche, rinvii, ritardi e caos organizzativo. Le difficoltà logistiche minarono il ritmo della competizione fin dall’inizio, e molti la ricordano ancora oggi come il punto più basso mai toccato dal torneo.
Eppure, anche nel mezzo della confusione, il campo continuò a parlare — e a dominare la scena furono nuovamente gli EMAR, capaci di imporsi con autorità nel momento più delicato. Nella finalissima, disputata in un clima surreale tra aspettative e tensioni accumulate nei mesi, superarono i Real Benchers con un netto 8-1, lasciando poche discussioni sul valore tecnico della squadra.
A prendersi la scena fu ancora una volta Marco Tonelli, passato dagli Zeba Zeba proprio agli EMAR. Il suo impatto fu devastante: leader emotivo e trascinatore tecnico, Tonelli fu il vero motore di un gruppo collaudato e determinato a riscrivere la narrativa dell’edizione.
La rosa dei vincitori era pressoché la stessa che aveva conquistato il titolo nella terza edizione: i fratelli Michael e Luca Roggio, il portiere Leandro Di Blasi, Edoardo Sora — bomber infallibile — e il solido Davide Rossi in difesa. Unica assenza di rilievo rispetto al trionfo precedente, quella di Daniele Passiatore, tornato a vestire la maglia degli Olimpicom.
Le numerose problematiche organizzative, i rinvii e le critiche che ne scaturirono spinsero Grossi, figura storica legata alle prime stagioni della competizione, a prendere una decisione tanto simbolica quanto risolutiva: ritornare ufficialmente nello staff organizzativo a partire dall’edizione successiva.
6° Edizione | da giugno a luglio 2012
Dopo le turbolenze dell'edizione precedente, la CDA League si preparava a rialzarsi — e lo fece con stile. L’ingresso di Grossi nello staff, affiancato da Marchini, segnò l’inizio di una nuova era. Da quel momento, nulla sarebbe più stato come prima.
Grossi portò con sé una ventata di idee innovative, a cominciare da un nuovo format di torneo che cambiò radicalmente le regole del gioco. Una rivoluzione che non solo rese più avvincente la CDA League, ma finì per ispirare anche i tornei limitrofi. Il cambiamento più importante? La nascita dell’ASR League, oggi conosciuta come Minor League: una competizione parallela pensata per offrire un nuovo percorso alle squadre eliminate nella fase a gironi. Un’idea semplice ma geniale, che ampliò la portata del torneo e diede vita a nuove storie da raccontare.
Per la prima volta si registrò un record assoluto per l’epoca: ben 20 squadre partecipanti, segno tangibile del nuovo entusiasmo che aleggiava sul torneo.
A conquistare la sesta edizione della CDA League furono i FC Giamai, un gruppo nato letteralmente all’interno del centro sportivo, tra un caffè e una risata al bar. Ma quando si trattava di scendere in campo, facevano sul serio. In finale affrontarono i Franjei Soccer, imponendosi con autorità in un match a senso unico. Tra i protagonisti del trionfo brillò Luca Raffaelli, autentico mattatore del torneo, affiancato da compagni di valore come Carlo Olivieri, Lorenzo Puosi e Michele Leverone.
Intanto, nella nuovissima ASR League, a scrivere la prima pagina della sua storia furono i Paradise di Manfredi Spina, vincitori con un roboante 6-0 ai danni della Stella Rossa. Un esordio col botto, che avrebbe messo le basi per un’ulteriore ramificazione della storia della CDA.
Quella stagione rappresentò molto più di una semplice edizione: fu l’inizio della gestione Grossi-Marchini, un periodo segnato da idee fresche, voglia di costruire e un approccio più strutturato. Fu il momento in cui la CDA League passò dall’essere un torneo locale a diventare un fenomeno identitario, capace di ispirare, coinvolgere e innovare.
7° Edizione | da agosto a settembre 2012
Dopo il trionfo della sesta edizione e il boom di partecipazione che segnò un vero punto di svolta per la CDA League, gli organizzatori avevano pianificato una pausa per consolidare il format annuale. Ma la realtà superò i piani: l’entusiasmo delle squadre e la pressione della community furono tali da rendere impossibile aspettare un altro anno. Così nacque, in via straordinaria, una nuova edizione nel 2012.
Questa volta a prendersi la scena furono i Capoccia Soccer, assetati di rivincita dopo la pesante sconfitta subita in finale dagli FC Giamai nell’edizione precedente. Partita dopo partita, costruirono un percorso solido, maturo e tenace, fino ad arrivare nuovamente in finale — proprio contro i loro storici rivali.
E fu lì, nel momento più atteso, che la storia cambiò. Con una prestazione impeccabile e un impianto di gioco raffinato, i Capoccia Soccer si imposero con un netto 3-1, ribaltando i ruoli rispetto alla sfida precedente. A guidare la rinascita c’era Giacomo Giannecchini, anima e cervello della squadra, che con carisma e lucidità portò il gruppo a scrivere finalmente il proprio nome nell’albo d’oro della CDA League.
Fu un torneo vissuto sull’onda della passione e della determinazione, che dimostrò quanto il desiderio di riscatto e la forza del collettivo potessero trasformarsi in una vittoria epica.
8° Edizione | Anno 2013
la CDA League sentì il bisogno di rallentare per crescere. Fu così che nacquero importanti cambiamenti strutturali: le partite si spostarono definitivamente in orario serale, abbandonando le sfide diurne, e la competizione assunse una cadenza annuale, ponendo le basi per un’organizzazione più solida e ambiziosa.
Ma il 2013 portò con sé anche un altro traguardo clamoroso: 28 squadre partecipanti, un record assoluto che ancora oggi resiste. Segno inequivocabile di un torneo in piena espansione, diventato ormai appuntamento imperdibile per tutta Viareggio.
A scrivere il proprio nome nell’albo d’oro furono i Quelli del Macellaio, guidati dal carisma e dalla determinazione di Davide Vannucci, protagonisti di una finale che rimarrà storica per più di un motivo. Sotto la pioggia (prima e unica volta che un atto conclusivo della CDA si disputò sotto l’acqua) la squadra si impose con un combattuto 5-3 sui Caffè Shelley di Luigi Carbone in una sfida epica tra tecnica e resilienza.
Mentre la CDA League viveva una sua edizione straordinaria tra grandi rivalità e voglia di riscatto, la ASR League cominciava a scrivere la propria epopea. Un torneo nato come “seconda occasione”, ma che presto sarebbe diventato un vero laboratorio di storie, leggende e squadre destinate a lasciare il segno.
Fu proprio in questo scenario che nacque la leggenda dei VoR LeBon, una squadra giovane, ambiziosa e piena di talento. Quel gruppo, guidato dalla visione e dal carisma di Daniel Giusti, dalla tecnica e la tenacia di Alessio Giordani, e dall’intelligenza tattica di Alessandro Zoli, seppe imporsi fin dalle prime partite con un’identità precisa e un gioco concreto. La loro determinazione culminò in una cavalcata trionfale che li portò a sollevare la loro prima, storica coppa della ASR League, scolpendo per sempre il loro nome nell’albo d’oro del torneo.
Quella vittoria non fu solo il premio per un percorso brillante, ma anche il primo capitolo di una lunga e fortunata serie, che avrebbe reso i VoR LeBon uno dei simboli della competizione. Quella squadra giocava per divertirsi, sì — ma soprattutto per vincere. E lo fece con stile.
9° Edizione | Anno 2014
Il 2014 proseguì nel solco tracciato dall’edizione record dell’anno precedente, confermando la crescita e la popolarità della CDA League. Ma se da un lato il torneo consolidava il suo format annuale e il primato di partecipazione, in campo si profilava un nuovo duello che avrebbe incendiato le cronache: Bagno Duilio contro Los Sbaraglios, due corazzate costruite per vincere.
I Los Sbaraglios si presentarono con una formazione temibile, composta da alcune vecchie glorie dei Bronx della seconda edizione come Leonardo Passaglia e Jonathan Litto, affiancati da nuove leve di talento come Lorenzo Laras, destinato a far parlare di sé. Ma sulla loro strada trovarono un collettivo affamato e spietato.
Ad imporsi con autorità furono proprio i ragazzi di Bagno Duilio, guidati da mister Riccardo Lippi, che nella finalissima sfoderarono una prestazione sensazionale infliggendo un clamoroso 10-2 ai rivali. Tra i protagonisti del trionfo spiccò Daniele Della Latta, autentico bomber della squadra, decisivo in ogni fase offensiva. Tra i pali, Padellini offrì solidità e freddezza, mentre il cuore del gruppo batteva forte grazie all’intensità di Jonata Antoni, la regia di Daniele Galli, l’eleganza di Francesco Verdigi, il dinamismo di Davide D’Onofrio e la grinta di Marco Levantino. E poi c’era lui, Simone Della Latta: in piena “versione Prime”, dominante sul campo, destinato di lì a poco a compiere il salto verso il professionismo, approdando nei campi della Serie C.
Sul fronte parallelo della ASR League, invece, la storia sembrava già scritta. I VoR LeBon, con la loro formazione ormai consolidata e sempre più letale, tornarono in campo con fame e personalità, conquistando il loro secondo titolo con un rotondo 7-2 sull’Atletico Mara, squadra generosa guidata da Davide Maggiore e Marco Garbocci. Un’altra dimostrazione di forza che confermava i VoR come autentici dominatori di quella competizione.
Fu un’edizione memorabile non solo per i risultati, ma perché rappresentò un vero punto di svolta per la struttura, il prestigio e l’identità della CDA League.
10° Edizione | Anno 2015
Il 2015 segnò la decima edizione della CDA League, e se da un lato il regolamento rimase invariato — unanimemente considerato il più funzionale e moderno dell’epoca — dall’altro il torneo visse un’ondata di giovani talenti e storie tutte da raccontare. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, e il livello si alzava a ogni giornata.
Tra le sorprese più brillanti, quella firmata VersiLink, squadra nata dall’evoluzione dei Red Lions, fondata dal giovanissimo Christian Lazzareschi, appena sedicenne nelle edizioni precedenti. In quella stagione, VersiLink assunse una fisionomia ancora più pericolosa: con l’ingresso in rosa di suo fratello Andrea Lazzareschi, straordinario giocatore di futsal con esperienza su parquet, destinato a dominare la scena, e il contributo prezioso di un ispiratissimo Alex Gennai, il gruppo divenne una macchina da gol con tanto cuore.
La semifinale tra VersiLink e Real Flora è tuttora considerata dagli addetti ai lavori come la più bella di sempre. Un mix di ritmo, sorpassi, emozione e… cabala. A rendere tutto leggendario fu l’allenatore del Flora, il carismatico Bruno Peirone, che nel prepartita si sbilanciò davanti allo staff con una frase diventata culto: “La vinciamo noi… 4-3?”. Ironia della sorte, il risultato fu davvero 4-3, ma a favore dei VersiLink.
In finale, ad attenderli c’erano i Pedrini e Mortali, squadra giovane e organizzata che aveva stupito tutti per gioco e maturità. Ma neppure loro riuscirono a fermare la corsa dei ragazzi di Lazzareschi: 5-4 il finale, coppa in alto e lacrime di gioia. VersiLink entrava ufficialmente nella leggenda della CDA League.
Intanto, sul fronte ASR League, la storia continuava a parlare neroarancio. I VoR LeBon centrarono la terza vittoria consecutiva, confermandosi padroni assoluti del torneo parallelo. A farne le spese, stavolta, fu il Real Sobriedad, squadra organizzata e combattiva capitanata da Simone Dati, ma che nulla poté contro la macchina perfetta orchestrata dai LeBon. Con questa nuova affermazione, i VoR divennero ufficialmente la squadra più vincente nella storia della ASR League.


11° Edizione | Anno 2016
A detta di molti, quella del 2016 — e poi anche quella del 2017 — fu l’edizione più bella nella storia della CDA League. Ma non solo per la qualità tecnica altissima o per l’intensità sul campo: fu anche e soprattutto l’anno in cui nacquero rivalità leggendarie, fratture interne e nuove alleanze che avrebbero scritto le pagine più epiche del torneo.
Tutto cominciò con la sete di vendetta del Real Flora, guidato dal sempre vulcanico Bruno Peirone, deciso a risalire dopo la dolorosa eliminazione subita in semifinale l’anno prima per mano dei VersiLink. E per cambiare rotta, Peirone non lasciò nulla al caso: arrivarono innesti di altissimo livello, come Andrea Marioni tra i pali, il bomber Tiziano Angeli, e direttamente dalla “cantera”, due astri emergenti: Ronaldo Preci e Alessandro Cheli. Il nuovo Real Flora era pronto a tutto.
Nel frattempo, uno scossone profondo agitava una delle squadre simbolo della ASR League: i VoR LeBon. Al loro interno si consumò una vera spaccatura: chi sognava finalmente la gloria nella CDA League e chi voleva restare a dominare la ASR. Da quella crepa nacque una nuova realtà affascinante e ambiziosa: il Buggy Club, guidato da un carismatico Antonio Perrino, stratega e motivatore. Accanto a lui, Francisco Fornari a difendere la porta, Munir Serroukh a dare equilibrio e tecnica, e un gruppo di giocatori di altissimo profilo.
A completare il quadro, due storie che sembravano uscite da un romanzo. La prima: i giovanissimi dello Shakthar TDL, poco più che sedicenni, guidati da Luca Pardini, Davide Malfatti e i fratelli Dello Margio, capaci di dare lezioni di calcio ai grandi con freschezza e spavalderia. La seconda: il mito della FC Osteria di Burlamacco, capitanata da un instancabile Alberto Martinelli, Lorenzo Biagini, Tommaso Toti e da Filippo Mallegni che misero in campo esperienza, astuzia e uno spirito da “vecchia scuola” che conquistò tutti.
Le finali furono leggendarie: In CDA League, Real Flora e Buggy Club diedero vita a una finale epica terminata 5-5, in cui non mancarono colpi di scena, tra cui l’espulsione proprio all’ultimo minuto di Antonio Perrino. Si arrivò ai rigori e, dopo dieci edizioni, finalmente il Real Flora si prese quel titolo inseguito per anni.
Nella ASR League, invece, fu la FC Osteria di Burlamacco a imporsi contro gli Shakthar TDL. I “vecchietti” del gruppo seppero tenere testa ai terribili ragazzini, vincendo un confronto che aveva il sapore di Davide contro Golia — ma stavolta Davide aveva la barba, e una grinta da far tremare i tabelloni.
E fu proprio quella la prima finale della storia della Futsal Entertainment a registrare il tutto esaurito. Il CS Martini era colmo in ogni angolo, diventato ormai troppo piccolo per contenere l’energia, il tifo e le storie che la CDA League stava scrivendo.
12° Edizione | da giugno ad agosto 2017
Il 2017 fu un anno di transizione, ma anche di tensioni e svolte storiche. La rottura tra Grossi e Marchini, le condizioni precarie del sempre più fatiscente CS Martini e la sensazione crescente di “strettoia” da parte della Futsal Entertainment, spinsero Grossi — rimasto praticamente solo al timone dell’organizzazione — a guardarsi intorno, con il miraggio di un nuovo palcoscenico: il Pardini Sporting Center.
Nonostante tutto, la macchina della CDA League si rimise in moto. Le squadre erano più o meno le stesse dell’anno precedente, ma con più esperienza e consapevolezza. A spiccare su tutte, c’era la crescita evidente degli Shakthar TDL, che sembravano pronti a scrivere finalmente la loro storia.
Ma se c’è una protagonista che sembrava scritta nel destino di quell’edizione, era la sorte. Come se il copione fosse stato ricopiato dall’anno prima, la finale della CDA League vide di nuovo una sfida tra Real Flora, campioni in carica, e i Buggy Club, assetati di rivalsa. Il paradosso si fece realtà: ancora 5-5, ancora rigori, ancora l’espulsione di Antonio Perrino negli ultimi minuti. E di nuovo, il trofeo prese la strada del Real Flora.
La reazione fu amara, amara come poche. Antonio Perrino, profondamente deluso, si lasciò andare a uno sfogo clamoroso a fine partita, promettendo a se stesso — e a tutti — che non avrebbe mai più rifatto la squadra. Una chiusura che suonava come un addio.
Sul fronte ASR League, arrivò finalmente il momento di gloria per gli Shakthar TDL, che dopo la delusione dell’anno precedente conquistarono il titolo tanto agognato. Leader indiscusso della cavalcata fu Luca Pardini, torre difensiva di 1 metro e 95, insuperabile nel corpo a corpo e punto di riferimento assoluto della compagine torrelaghese. La sua prestazione gli valse anche il titolo di Miglior Giocatore del Torneo.
Quella del 2017 fu anche l’ultima edizione a portare i nomi storici di CDA League e ASR League. Soltanto un mese dopo, il torneo avrebbe vissuto una rivoluzione profonda, ridefinendosi per forma, location e identità. Ma prima che tutto cambiasse, questa stagione seppe chiudere il primo decennio con l’epica delle sue contraddizioni: gloria e crollo, vendetta mancata e miracoli ricorrenti, come se il destino si divertisse a giocare al calcio.


13° Edizione | da agosto a settembre 2017
Dopo anni di storia intensa, rivalità leggendarie e innovazioni continue, il 2018 rappresentò una svolta radicale per la Futsal Entertainment. La frattura con il CS Martini, ormai logoro strutturalmente e diventato troppo piccolo per contenere la crescita esplosiva del torneo, si trasformò in una scelta coraggiosa di Grossi: lasciare lo storico centro sportivo e approdare nei moderni impianti del Pardini Sporting Center, simbolo del cambiamento e di un nuovo corso.
Ma il cambiamento non si fermò alla location. Con questo passaggio, finì ufficialmente l’epopea della CDA League: nacque la Lido League, nuova identità della competizione e inizio di una stagione tutta da riscrivere. Per celebrare questo nuovo ciclo si scelse una formula ridotta ma simbolica: 8 squadre partecipanti, proprio come nella primissima edizione della storia. Un ritorno alle origini, ma con lo sguardo puntato al futuro.
Per una volta, non ci fu la ASR League (che sarebbe tornata l’anno successivo, per scrivere un’altra epica dominazione), ma la competizione principale fu più compatta, intensa, e forse proprio per questo… esplosiva.
A sorprendere tutti e a trionfare in questa edizione di rinascita fu l’INIC Group, splendida realtà proveniente da Castellammare di Stabia, che entrò di diritto nell'immaginario collettivo della Lido League. Guidati dal carisma e dall’intelligenza tattica di Pasquale Martinelli, l’energia di Umberto Torrano, la freddezza di Umberto Martinelli e soprattutto dalla potenza fisica e il talento cristallino di MBaye Seck, senegalese dirompente e tecnicamente dominante, gli INIC conquistarono il titolo ai danni del Paris Saint Gennaro di Alessandro Turci, Giovanni Peirone e Luca Bassanetti e il cuore del pubblico.
Ma questo successo fu solo l’inizio. La loro partecipazione inaugurò anche un legame speciale con il Real Flora, destinato a trasformarsi negli anni a venire in una delle fusioni più forti e vincenti mai viste nel calcetto nostrano. Un patto di rispetto, amicizia e visione comune, forgiato sul campo ma cresciuto fuori.
14° Edizione | Anno 2018
Fu l’anno della svolta definitiva: la Lido League non solo consolidò la propria reputazione, ma cominciò a brillare agli occhi di tutti come il torneo più evoluto e affascinante del panorama calcettistico locale. A spingere questa crescita fu una novità assoluta, mai vista prima in Europa: l’introduzione del FRAME, il primo vero VAR del futsal. Una scelta visionaria, figlia dell’ambizione della Futsal Entertainment, che seppe portare la competizione in una nuova era.
Ai nastri di partenza c’erano 20 squadre, ognuna con la propria identità, pronte a giocarsi tutto. Gli ex ragazzini dello Shakthar TDL completarono la loro metamorfosi, diventando ufficialmente il Real Sobrietà, nuova realtà emergente di Torre del Lago, pronta a dire la sua. E poi c’era la MiseLido Calcio a 5, temutissima squadra vincitrice nei tornei AICS, capitanata da Sonny Manfredini, con in rosa addirittura un fuoriclasse del calibro di Ciro Capuano, ex Catania e veterano della Serie A. Ma il calcio sa essere crudele: nonostante i pronostici, la MiseLido uscì a sorpresa già nella fase a gironi, ritrovandosi a disputare la neonata BTC League, all’interno del Bertola Tennis Club del Pardini Sporting Center.
In Lido League, le emozioni continuarono a crescere: in finale si presentarono da una parte l’AM32 San Colombano, squadra erede di Los Sbaraglios e FC Bronx, e dall’altra i Puntonotte, outsider pieni di entusiasmo e talento, formati da un trio di diciottenni terribili — Samuele Faccioli, Riccardo Lucarini e Nicholas Petrucci — capaci di sorprendere tutti. I veterani dell’AM32, allenati da Crispino Crotti, dopo aver eliminato in semifinale i campioni in carica dell’INIC Group, affrontarono i ragazzi con esperienza, forza mentale e qualità. Alla fine, furono proprio loro a imporsi e a sollevare il trofeo. Ma il loro viaggio non finì lì: rappresentando la Lido League ai nazionali del circuito H24 a Cesenatico, arrivarono fino alla finale, chiudendo secondi in Italia. Un’impresa memorabile. Tra i campioni dell’AM32 troviamo Marco Reina in porta, Christian Belli, Leonardo Passaglia, Edward Volpe, Jonathan Litto e Giacomo Cinquini.
Parallelamente, la BTC League mise in scena un’altra grande storia. A imporsi fu l’ex Osteria di Burlamacco, rinata sotto il nome di Hotel Verbena, squadra solida guidata dal patron Daniele Paolinelli. In finale affrontarono proprio la MiseLido e, sin dai primi minuti, il match prese fuoco. Il VAR annullò un gol irregolare di Capuano, accendendo la scintilla di una sfida poi dominata dal Verbena. Il risultato fu un netto 4-1, con Daniele Passiatore, Michael Martinelli ma sopratutto Tommaso Toti protagonista assoluto e trascinatore incontrastato di quella campagna vincente.
15° Edizione | Anno 2019
Nel cuore della Lido League, tutto rimase com’era: nessun cambiamento al regolamento, sempre 20 squadre a comporre il tabellone. Ma se sulla carta tutto sembrava immutato, il campo raccontò una storia completamente nuova.
I riflettori, stavolta, erano puntati sui Real Sobrietà, che dopo aver mancato la vittoria nei provinciali ACSI e aver inghiottito amaro, tornarono in campo con una fame feroce. Gli innesti di Matteo Viola, Mattia Pacini e Francesco Caniparoli si rivelarono decisivi per trasformare una squadra già solida in una macchina da guerra. E così, partita dopo partita, Real Sobrietà non solo confermò le aspettative: le schiacciò, dominando il torneo e conquistando l’accesso alla finalissima.
Ad attenderli c’erano i CTZ di Jonata Ghiselli, squadra tosta, organizzata, e capace di infilarsi tra le grandi con lucidità e sacrificio. Ma la spinta dei Real Sobrietà era incontenibile: 5-3 il risultato finale, primo trionfo nella Lido League e inizio ufficiale della loro era. Una vittoria che fu più di una coppa: fu l'inizio di una scorpacciata di successi e dominio tecnico che avrebbe segnato il panorama viareggino.
Intanto, nella BTC League, si consumava un altro dramma-sportivo destinato alla redenzione. Gli AM32 San Colombano, campioni uscenti della Lido League, cambiarono pelle presentandosi sotto il nome di Bar Orsi. Ma la gloria del passato non bastò: una deludente eliminazione ai gironi li costrinse a ripartire dalla “serie B” del torneo. Sembrava la fine di un ciclo… ma fu solo l’inizio del riscatto.
Proprio nella finale della BTC League, si trovarono di fronte a un’altra vecchia conoscenza: l’Amaro VoR LeBon, tornato a calcare il palcoscenico di una finale di BTC dopo la storica vittoria del 2016. La sfida fu al cardiopalma: gol, sorpassi, adrenalina. Ma alla fine, la zampata vincente fu del Bar Orsi, che si impose per 6-5, tornando sul podio con orgoglio e testa alta. Le lacrime di Daniel Giusti a fine partita resteranno sempre impresse negli occhi dei tifosi del VoR LeBon.
16° Edizione | Anno 2020
Il 2020 portò con sé un’atmosfera diversa, sospesa, quasi surreale. La pandemia di COVID-19 aveva cambiato le regole della vita quotidiana, e inevitabilmente anche del calcio a 5. Ma se c’era una cosa che la Futsal Entertainment non era disposta ad cancellare, era il desiderio di scendere in campo per una causa più grande.
Quella fu infatti l’edizione dedicata a Pietrina Zella, e tutto l’incasso – al netto delle spese – venne devoluto all’Ospedale Versilia per la ricerca contro le malattie oncologiche. Un’edizione con il cuore in mano, limitata nel numero (solo 12 squadre) e posticipata a un’insolita collocazione: settembre-ottobre 2020, quando la stagione calcistica di solito era già in pieno svolgimento.
Sul campo, le emozioni non mancarono. Dopo la retrocessione dolorosa dell’anno prima in BTC League, la Pizzeria Quadrelli / San Colombano tornò alla ribalta nella Lido League. E lo fece con la forza delle grandi squadre. In finale si ritrovò ad affrontare una vecchia conoscenza: il Puntonotte, che in quell’edizione si presentò con il nuovo nome di The Club, sempre capitanato dal mai domo Samuele Faccioli e desideroso di vendetta dalla finale persa di 2 anni prima.
Il verdetto fu impietoso: 11-2, una delle finali più squilibrate e spettacolari della storia della Lido League. Ma nonostante la debacle, Faccioli e i suoi ragazzi non si arresero, anzi: quello fu il punto di partenza per una crescita costante che li avrebbe visti protagonisti nelle stagioni successive.
Nella BTC League, invece, il palcoscenico fu conquistato da una squadra che rappresentava l’anima più goliardica e allo stesso tempo più sorprendente del torneo: gli Herta Verdello FC, guidati dal frizzante Matteo Benedetti. In finale affrontarono l’Atletico Mara, alla loro seconda apparizione in una finale di BTC League, ma dovettero arrendersi sul 3-1. A decidere l’incontro fu un portiere in stato di grazia, Stefano Benassini, meglio conosciuto con il soprannome di Kaviedes. Interventi miracolosi, riflessi felini: fu lui, senza dubbio, il miglior portiere della competizione, protagonista assoluto di quella serata.
Un’edizione diversa da tutte le altre. Più intima, più emotiva. Ma proprio per questo, una delle più vere e indimenticabili.
17° Edizione | Anno 2021
Il 2021 fu un anno speciale, dentro e fuori dal campo. Mentre l’Italia trionfava agli Europei di Calcio, anche la Lido League celebrava un momento di gloria tutto suo: il decimo anniversario della Futsal Entertainment. Un traguardo importante, onorato con un tocco simbolico quanto emozionante per la prima volta in palio c’era una replica del trofeo europeo, a rendere ancora più iconica la vittoria finale.
Fu un’edizione che profumava di festa, di ripartenza. Il post-Covid restituiva al pubblico la gioia degli spalti pieni, e mai come in quell’anno il tutto esaurito alle finali fu totale. Il Pardini Sporting Center era letteralmente gremito, l’aria elettrica, il campo una cornice perfetta per uno spettacolo che si annunciava epico.
In campo, a contendersi il titolo, due protagonisti con la “P” maiuscola: da una parte il Real Sobrietà, in piena ascesa tecnica ed emotiva, e dall’altra i veterani della Pizzeria Quadrelli San Colombano, alla loro quarta finale consecutiva (record assoluto: tre in Lido League e una in BTC League). Nessuno come loro, una vera dinastia.
La finale, carica di tensione e aspettative, si trasformò in uno spettacolo travolgente: 8-3 per Real Sobrietà, che conquistò così il suo secondo titolo di Lido League. Ma quel trionfo fu anche la scintilla di una rivalità che si sarebbe riaccesa più volte negli anni successivi, diventando uno dei dualismi più accesi della storia del torneo.
Nel frattempo, nella BTC League, cominciava un’altra favola. Quella del New York Futsal, squadra fresca e piena di talento, guidata da Pietro Fanfani, il quale puntò tutto su due pedine fondamentali: i suoi figli, Niccolò e Giacomo, che si rivelarono i veri fenomeni della squadra. In finale affrontarono i leggendari VoR LeBon, che tornavano per la quinta volta in una finale di BTC League, ma ancora una volta dovettero fare i conti con la sorte. Il risultato fu un netto 4-1 per New York Futsal, che alzò la coppa e annunciò l’inizio di una nuova minaccia ai vertici del torneo.
18° Edizione | Anno 2022
L’edizione 2022 della Lido League si aprì con un’emozione diversa, più silenziosa ma profonda. A rendere l’aria densa e carica di malinconia fu la scomparsa, a fine 2021, di Paolo Iacopinelli, un amico, un appassionato, una figura che aveva vissuto la Futsal Entertainment con lo stesso amore con cui l’aveva vista nascere e crescere. Solo un anno prima era stato sul podio a premiare il torneo intitolato alla moglie, Pietrina Zella. Ora, a distanza di dodici mesi, era la sua memoria a essere celebrata.
Fu così che Christian Grossi, spinto dal desiderio sincero di lasciare un segno, con il supporto della famiglia Iacopinelli decise che da quel momento in avanti, il trofeo della Lido League avrebbe portato il nome di Paolo, mentre quello della rinominata Minor League sarebbe stato dedicato per sempre a Pietrina. Un doppio omaggio, capace di trasformare ogni finale in un momento di vita vera.
Nonostante il contesto emozionale, lo spettacolo in campo fu incredibile. Le partite accesero il pubblico, la macchina Futsal correva veloce: divertimento, agonismo e tifo esplosivo. Con 17 squadre ai nastri di partenza, la Lido League si confermò una giostra irresistibile.
La finale fu ancora una volta quella delle grandi rivalità: il Real Sobrietà contro il San Colombano, che in quell’edizione si presentava con il nome di Ristorante La Casina. La partita fu una battaglia tecnica ed emotiva, equilibrata fino agli ultimi secondi. E proprio quando tutto faceva pensare ai supplementari, fu Leonardo Iovino a rompere l’incantesimo: gol a un minuto dalla fine, delirio totale al Pardini Sporting Center, che letteralmente esplose di gioia.
Real Sobrietà conquistò la sua terza Lido League, diventando la prima — e a oggi unica — squadra capace di riuscirci. Il tutto alzando un trofeo che, per la prima volta, aveva un’anima in più: il Trofeo Paolo Iacopinelli.
In Minor League, un’altra storia di continuità e ambizione: New York Futsal, reduce da una fusione a inizio stagione con l’Hotel Verbena, tornò in finale e si prese tutto. La squadra, guidata dal carismatico Pietro Fanfani, superò il Paris Sanit Gennaro e conquistò il suo secondo titolo Minor League, dimostrando che continuità, identità e visione fanno la differenza.
19° Edizione | Anno 2023
Con 24 squadre al via e un format ormai solido, il 2023 fu l’anno in cui la Lido League esplose definitivamente, consacrandosi nel cuore dei tifosi, degli sponsor e dei media come “il torneo dei tornei”. Talmente alto il livello, talmente pazzesca la qualità in campo, che si faticava a contare chi c’era... e non chi mancava.
Ma tra le stelle brillava un obiettivo chiaro e potente: interrompere il dominio dei Real Sobrietà, la squadra che aveva riscritto la storia recente del torneo. A raccogliere la sfida con forza e ambizione fu la Saba Impresa Edile, formazione stellare guidata da Michael Saba, che dopo aver sfiorato il successo nel campionato invernale, voleva tutto. Squadra solida, affamata, temuta da tutti.
Fu la Lido League più bella mai giocata dopo l’epica del 2016: un tasso tecnico fuori scala, premi prestigiosi messi in palio da sponsor sempre più coinvolti, una cornice perfetta per un torneo che ormai aveva travalicato i confini del “futsal locale”.
A rendere tutto ancora più magico, ci pensò Simone Ferro di Palla Al Centro, che per la prima volta raccontò l’intero torneo con telecronaca dal bordo campo. Un'innovazione che segnò l’inizio del sodalizio duraturo tra Futsal Entertainment e Palla Al Centro, portando la competizione in una nuova dimensione mediatica.
In finale arrivarono i soliti noti: Real Sobrietà, alla quarta finale consecutiva, ormai una corazzata affilata come un rasoio, e proprio loro, i “rookie” con l’ambizione dei grandi: Saba Impresa Edile. La sfida fu tesissima, tirata, giocata sui nervi e sulle sfumature. Ma ancora una volta, quando il pallone scottava di più, fu il Real Sobrietà a piazzare il colpo del KO: quarta Lido League in bacheca, record su record, e una dinastia che sembrava non finire mai.
Nella Minor League, invece, emerse una storia diversa, fresca, esplosiva. A trionfare fu la meteora chiamata Osasugna FC, trascinata dall’inventiva di Filippo Marinari e dal talento puro di Riccardo Maguina, che batterono in finale il sorprendente Dori FC di Giulio Diridoni, Stefano Batini e Dennis Bertagna. Una finale vibrante, segnata da imprevedibilità e talento: il genere di partite che tengono il pubblico col fiato sospeso fino all’ultimo secondo.


20° Edizione | Anno 2024
Un lieve cambiamento regolamentare non mutò l’equilibrio del torneo, ma qualcosa nell’aria suggeriva che nulla sarebbe stato come prima. Le squadre ai nastri di partenza erano 23, a causa di una defezione dell’ultimo minuto. Ma il livello tecnico e l’intensità… erano da capogiro.
Il primo scossone arrivò ai quarti di finale: crollò l’imbattibilità del Real Sobrietà, e crollò malissimo. Sobrietà umiliata da un Farnesi C5 devastante, compatto, affamato. Finiva così il regno di ferro della squadra più vincente della Lido League. Ma non era la fine dello spettacolo — era solo l’inizio.
Dopo una rincorsa lunga, fatta di finali perse, di campionati invernali sfiorati e di una gloriosa vittoria al titolo nazionale ACSI a maggio, la Farmacia Moderna / Impresa Edile Adorni tornava a giocarsi la terza finale della sua storia in Lido League. E l’avversario era titanico: Farnesi C5, una macchina perfetta assemblata con campioni di caratura nazionale.
In porta Andrea Marioni, come direttore d’orchestra il patron Gianpaolo Farnesi, e in campo nomi che incutevano timore solo a pronunciarli: Moustapha Ezzaki, Dinho, Alessandro Quadrelli, Elia Galligani — all’apice della propria maturità calcistica — e altri fuoriclasse del futsal nazionale. Una corazzata indistruttibile, sulla carta.
Ma il campo racconta sempre un’altra verità. E quella sera, la verità si chiamava Farmacia Moderna, che con disciplina, ferocia e spirito di rivalsa mise in ginocchio i giganti. Il risultato? 5-3 per i ragazzi di Alessandro Adorni, con Gabriele Zini assoluto mattatore. L’arena esplose. Apoteosi.
Ma non fu tutto rose e fiori. La partita si chiuse in un mare di polemiche, per un presunto errore arbitrale del giovanissimo Marco Pellitteri, alla sua prima finale. Le proteste furono accese, ma in mezzo al caos fu il veterano Rodolfo Raffaelli, a prendersi la responsabilità pubblicamente, difendendo il collega e dimostrando cosa vuol dire essere uomini, prima che arbitri.
In Minor League, andò in scena un’altra favola sportiva. Il Vhiraq, gruppo compatto di amici che da anni inseguiva il sogno del campionato invernale, raggiunse la finale contro la temibile Pizzeria Dal Pascià / San Colombano, squadra esperta e specialista di finali.
Tutti li davano sfavoriti. Ma i sogni non ascoltano le quote. Con il cuore di Lello Di Puorto, la lucidità di Mirko Govigli, l’eleganza di Giacomo Cinquini e i guantoni magici di Giacomo Vernacchia, il Vhiraq ribaltò tutto, conquistando la Minor League in rimonta e facendo esplodere il campo in festa.
Nasce inoltre la Lido Conference League, il terzo torneo della Lido League: il torneo che da la possibilità agli eliminati di Minor League di avere un'ultima possibilità. A vincere la prima storica edizione in un triangolare con Real LèP di Gianmarco Grano e Crristian Pardini e Sa.Ci.Teak Viareggio di Salvatore Stella e Marco Palagi... una vecchia conoscenza della Futsal Entertainment: i Roumanian Style!
E come se non bastasse, tutto si concluse con uno spettacolo pirotecnico senza precedenti: luci, colori, applausi. Un’edizione che mise l’accento finale su un nuovo capitolo della storia.



21° Edizione | Anno 2025
Nel 2025, la Lido League torna con la sua 21ª edizione, e lo fa dopo un periodo turbolento.
L’ombra della Lido Season Oro terminata a maggio aveva lasciato un danno d’immagine difficile da ignorare. Ma proprio da quella crisi nasce una nuova era: per la prima volta, la Lido League cambia pelle e abbraccia un regolamento più vicino al Futsal Indoor FIGC. Non è più il solito calcetto estivo: è una competizione tecnica, intensa, e profondamente trasformata.
Ai nastri di partenza ci sono venti squadre, tutte pronte a scrivere una nuova pagina di storia. Gli addetti ai lavori e gli appassionati non hanno dubbi: le squadre provenienti dal futsal indoor sono le favorite. Su tutte, la Family Service dei fratelli Roggio, che schiera anche l’asso brasiliano Igor Pitondo. Ma il campo, come spesso accade, racconta una storia diversa. Il sintetico non è l’indoor, e la Family Service lo scopre a proprie spese: prima la sconfitta inaspettata contro una sorprendente Vhiraq ai gironi, poi l’eliminazione ai quarti di finale contro i campioni in carica della Lido League 2024, la Farmacia Moderna / Impresa Edile Adorni.
A prendersi la scena, però, è una squadra che non ha bisogno di presentazioni: le Onoranze Funebri Ferrante. Vincitori della discussa Lido Season Oro e campioni provinciali ACSI 2025 in carica, partono con il peso delle aspettative e la voglia di dimostrare che il loro successo non è stato un caso. Dopo un avvio sottotono, costruiscono una cavalcata memorabile che li porta fino alla finale. L’ultimo atto è una sfida intensa e combattuta proprio contro la Farmacia Moderna / Impresa Edile Adorni, e si conclude con una vittoria per 4-3. È una serata storica, che registra il più alto numero di spettatori mai visto in una finale della Futsal Entertainment. Tra il pubblico, anche un ospite d’eccezione: Tiziano Crudeli, volto iconico del giornalismo sportivo italiano, che ha assistito alla partita con entusiasmo, contribuendo a rendere l’atmosfera ancora più speciale.
La telecronaca dell’evento è stata affidata alla squadra di Palla Al Centro, con Simone Ferro e Tommaso Lucchesi a raccontare ogni azione, ogni emozione, ogni svolta della finale. La loro voce ha accompagnato il pubblico in una serata che resterà nella memoria collettiva.
Nel torneo parallelo della Minor League, lo spettacolo non è da meno. A vincere è la Sa.ci.teak Viareggio, guidata da Salvatore Stella, Marco Palagi e dal camerunense Seck MBaye. La finale contro i Galacticos FC è bellissima, combattuta, e si chiude ai calci di rigore: è la prima volta nella storia della competizione che il titolo viene deciso dagli undici metri. Un epilogo emozionante, che consacra una squadra capace di unire talento e carattere.
E nella Lido Conference League, a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro è la AG Yacht, squadra guidata da Luca Maffei. In una finale combattutissima e ricca di emozioni, AG Yacht ha avuto la meglio su AMA Isolcasa Cartongesso, imponendosi con un rocambolesco 5-4. Una vittoria che premia il coraggio, la qualità e la determinazione di una squadra che ha saputo imporsi in una delle edizioni più competitive di sempre.
Il 2025 sarà ricordato come l’anno della svolta. La Lido League ha saputo reinventarsi, superare le polemiche e tornare a far sognare. Non solo con il regolamento, ma con le storie che ha saputo raccontare.







